
CHI SONO
Mi chiamo Francesco, sono un creativo che lavora tra arte digitale, grafica e installazioni luminose. Sviluppo siti web, monto video, creo contenuti digitali per brand e professionisti… ma la mia vera natura è unire l’immagine e la funzionalità.
Non vedo mai un sito solo come un prodotto informatico o la grafica come semplice estetica: credo nell’incontro tra utilità ed emozione, tra ciò che serve e ciò che racconta. Il mio lavoro è sempre artistico, perché ciò che creo deve trasmettere qualcosa prima ancora che funzionare.
E quando realizzo un’installazione luminosa, l’obiettivo è lo stesso: creare un’esperienza, non solo un decoro.
A SIMONE — INSTALLAZIONE 2025
Quest’anno per la multisala Odeon di Pisa ho realizzato A SIMONE, un’installazione luminosa nata da un’idea semplice e insieme profondissima: ricordarci il viaggio.
Perché “A Simone”
“A SIMONE” è un nome e un omaggio — perché Simone è la persona da cui nasce tutto questo — e “assi”, le linee trasversali dei ponticelli su cui si poggiano le stelle dell’installazione. Ma è soprattutto un dedicato. A lui, e a tutti quelli che oggi non ci sono più, ma che continuano a illuminare le nostre giornate.

Il Cielo Stellato
La struttura accoglie una serie di stelle appoggiate su ponticelli trasversali.
Guardandole dal basso verso l’alto si vede una specie di salita nel cielo: luci bianche, calde e azzurrine — i colori delle stelle.
Alcune sembrano più vicine, altre più lontane. Proprio come succede nella realtà: anche se saliamo, anche se ci avviciniamo… le stelle non possiamo toccarle mai. E non perché sono un’installazione, ma perché sono un simbolo di ciò che resta oltre noi.
Il Viaggio
Installare questo cielo non è solo decorazione. È un invito. Viviamo in un tempo in cui vediamo solo la meta: il risultato finale, l’arrivo, il traguardo. Il viaggio non lo guardiamo più. Non vediamo il sorriso incrociato per caso, la persona che ci passa accanto, il momento in cui respiriamo e basta.
Eppure ogni film è un viaggio. Siamo in un cinema: ogni sala porta in un mondo diverso, ogni storia ci muove in un modo o nell’altro. E questo cielo stellato è lì per ricordarlo ancora prima di entrare in sala.
Che questo Natale sia un inizio: un invito a vivere il viaggio, il qui e ora, senza correre solo verso la prossima meta.


Tradizionalità
Un albero di Natale tradizionale esce letteralmente dalla cornice e diventa tridimensionale, come se volesse raggiungere lo spettatore. È un omaggio ai Natali di una volta, quando l’albero non brillava di luci artificiali ma della semplicità delle sue decorazioni: palline colorate, fili dorati e argentati, piccoli dettagli che bastavano a creare magia.
L’assenza di illuminazione richiama proprio i primi alberi natalizi, quelli che non avevano bisogno di lampeggiare per essere speciali. Questo quadro celebra la tradizionalità di un luogo, la sua memoria e la sua atmosfera, riportando l’attenzione su un Natale più autentico, fatto di gesti semplici e calore vero.
Un Natale di Ricordi – Parte 1
Questa opera rappresenta i ricordi di famiglia che ognuno di noi porta dentro di sé. I Natali dell’infanzia, i momenti condivisi, le persone che non ci sono più ma che continuano a vivere attraverso ciò che ricordiamo di loro.
Molti, qui, raccontano di rifugiarsi al cinema durante il giorno di Natale: chi da solo, chi in silenzio. Come se il buio della sala offrisse uno spazio per allontanarsi dai ricordi che fanno male. Per alcuni, il Natale è diventato un momento di malinconia proprio perché mancano i nonni, i parenti, i volti familiari.
Eppure, questa opera vuole dire un’altra cosa: quei ricordi non sono un peso ma una luce. Continuare a vivere il Natale ha senso proprio perché loro continuano a esistere dentro di noi, ogni giorno, attraverso ciò che ci hanno lasciato.


Un Natale di Ricordi – Parte 2
Il secondo quadro racconta invece i ricordi “belli” dei Natali passati, quelli che uniscono, quelli che fanno sorridere. Una pellicola cinematografica attraversa l’opera da una parte all’altra, intrecciandosi come fanno le feste nelle nostre vite.
Richiama i film di Natale che negli anni hanno accompagnato famiglie, coppie, gruppi di amici: il cinema come mezzo di unione, di festa e di celebrazione.
È l’immagine di un Natale condiviso, di quei momenti che si rivivono tutti insieme davanti a uno schermo, in cui storie diverse si intrecciano e diventano ricordi comuni. Un omaggio al potere del cinema di tenere unite le persone, ieri come oggi.
Perché è dedicato a Simone
La prima volta che ho installato delle luci natalizie avevo 13 anni. Insieme a Simone, nel giardino dell’ospedale Nagar di Pantelleria. Lo facevamo per stare vicini ai pazienti e a chi lavorava nei giorni di festa.
Un gesto piccolo, ma pieno.
Da quel momento per altri anni abbiamo continuato. Era diventata la nostra cosa, e non eravamo più solo noi due ma un bel gruppetto di età miste. Oggi continuo a farlo altrove, come lavoro. Ma Simone, dal 26 dicembre 2022, non c’è più. Conviveva con la distrofia muscolare di Duchenne, una malattia rara. Le stelle di quest’anno sono anche per lui. Anzi, soprattutto per lui: la stella più bella è sua.
E sono per tutte le persone che oggi non ci sono più, ma che ci hanno insegnato a stare nel presente, a vivere, a guardare il cielo e sentirsi accompagnati. Illuminano dall’alto. Illuminano le feste. Illuminano il nostro viaggio.

Nota conclusiva – Un Natale sostenibile e vissuto
Tutto ciò che compone questa esposizione è stato realizzato con il minor spreco possibile: materiali riciclati, elementi recuperati negli anni e soltanto pochi articoli acquistati di recente. Non c’era l’obiettivo di creare una mostra contemporanea o un percorso artistico in senso stretto — perché non mi considero un artista — ma di costruire un ambiente natalizio autentico, semplice e sentito.
L’intento è rendere il clima delle feste più piacevole per tutti: per chi lavora in questo luogo ogni giorno, per chi come me ci ha lavorato per qualche anno e per chi viene qui per festeggiare il Natale, trovare un attimo di calma o semplicemente respirare l’atmosfera delle feste negli spazi che precedono l’inizio dello spettacolo, prima di entrare in sala.
Un piccolo gesto, fatto con cura e con rispetto, per portare un po’ di calore e memoria dentro un posto che accoglie tante storie diverse.
